Capitan Miki – dal libro “Il fumetto. Le sue origini e la sua diffusione in Italia “ di Dario Fontana

Usciti da pochi anni dalla tragedia della guerra molti italiani cercano ancora una loro collocazione nella nuova società che si sta formando provando a dimenticare il passato guardando al futuro con nuove energie.

È questo il caso di Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto che, ognuno per proprio conto, nel 1949 cercano spazio nel mondo del fumetto.

Un anno dopo i tre decidono di unirsi per produrre nuovi personaggi per quel mondo adottando la denominazione di EsseGesse che è l’acronimo formato dalle lettere iniziali dei loro cognomi.

Debuttano con Olenwald il nibelungo per le edizioni Alpe, un personaggio che non lascerà il segno. Saranno quelli seguenti che faranno diventare famigliare e richiesta la sigla EsseGesser.

Nel 1950 passano alle Edizioni Dardo creando la parte grafica di Kinowa, su soggetto di Andrea Lavezzolo. Pur avendo avuto un notevole successo di vendita, anche per l’inusuale formato quadrotto, il settimanale vedrà le edicole per soli due anni.

È nel 1951che raggiungono una grande notorietà con il primo dei tanti personaggi da loro creati che saranno fra i più amati dal pubblico, quel Capitan Miki che con il suo formato a striscia, dettato dalla penuria di carta che affliggeva gli editori dell’epoca, si affianca alla miriade di albi dello stesso formato che componeva il panorama editoriale dei fumetti.

Capitan Miki e il successivo Grande Blek sempre editi dalla Dardo saranno una costante e lunga presenza nelle edicole.

Negli anni Cinquanta del secolo scorso piacevano molto al pubblico i protagonisti dei fumetti di giovane età, secondo il modello inaugurato dal Piccolo Sceriffo, e anche Capitan Miki è un giovanissimo protagonista di avventure western. È praticamente un adolescente quando si arruola nei Ranger del Nevada, ma prima deve portare a termine la sua missione che è quella di vendicare la morte di Clem l’uomo che lo aveva allevato dopo la morte dei suoi genitori quando era molto piccolo. Questi era stato assassinato da una banda di indiani ribelli guidati da un bianco. Riuscirà a sconfiggere la banda e a riportare l’ordine nel paesino di Coulwer City.

Entrato nelle file dei Ranger affronterà diverse avventure dimostrando ai suoi superiori di essere un buon combattente. È lo è anche nel corpo a corpo pur essendo nell’aspetto non troppo forzuto; nella lotta lui applica delle tecniche di combattimento orientali completamente sconosciute nel west.

Il suo coraggio e la sua capacità non solo nel corpo a corpo, ma anche nell’uso del fucile e della pistola, lo faranno avanzare nella carriera militare dove arriverà a soli 16 anni al grado di capitano. Nelle sue avventure viene affiancato da un paio di amici veramente singolari:

Doppio Rum, come si deduce dal nome, è un vecchio ubriacone che gli resterà sempre fedele affiancandolo nelle più disparate avventure; le sue espressioni favorite sono: “per i tappi di tremila damigiane” oppure “per tutte le sbornie”

Il professor Salasso, un sedicente medico, il doc, dalle cure strampalate o approssimative, che è anche un abile truffatore, come il suo amico Doppio Rum passa buona parte del suo tempo nei saloon.

Susy è la graziosa figlia del colonello Brown comandante del forte Coulwer dove è di stanza il nostro Miki che pur attratto dal fascino della ragazza non trova mai il tempo necessario per farle la corte. Forse anche a causa di questa mancanza Susy è gelosissima della maestrina Elen Gordon con la quale Miki si intrattiene spesso a parlare.

Capitan Miki è sempre in lotta con ogni specie di malviventi, ma il suo antagonista principale è Magic Face, un trasformista che cambia aspetto molto rapidamente e molto spesso.

Fra i nemici giurati ci sono il Generale Diaz che non lo può soffrire, Kundra lo stregone spesso in lotta con il nostro eroe, Falco Tonante capo dei Comanche.

Un altro stregone indiano, Sake-Naga è invece un alleato di Miki; fra i suoi amici dobbiamo annoverare anche Clem Bretton, l’uomo ucciso all’inizio della storia che gli ha fatto da secondo padre fino alla sua scomparsa.

In conclusione possiamo dire che se anche le storie di Capitan Miki possano sembrare ingenue se lette con gli occhi di oggi, le sue storie assieme a quelle del Grande Blek, di Kinowa, del Comandante Mark, tutte opera del trio EsseGesse, hanno contribuito a costruire la storia del fumetto italiano.

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