Quando parliamo di Freud citiamo i suoi scritti, le sue teorie psicoanalitiche, la scoperta dell’Inconscio ma ora voglio descrivere l’intimità della sua vita quotidiana molto simile a tante persone qualsiasi. E nella vita quotidiana di Freud ci sono state tante figure femminili molto importanti a seconda dei loro ruoli e ne veniamo a conoscenza non soltanto dalla sua Opera Omnia ma attraverso lettere, diari, fotografie e manoscritti.
Cronologicamente il primo posto spetta alla madre Amalia donna vivace, molto bella e amante dei bei vestiti e dei gioielli, accanita giocatrice di carte e ogni anno si recava alle cure termali. Sigmund era il maggiore di altri sette figli e l’importanza di questa donna è dovuta all’influenza sulla scoperta del complesso edipico e sulla continua interrogazione sulla questione della femminilità.
Ma il posto d’onore appartiene alla moglie Martha sposata dopo quattro anni di fidanzamento e con cui ebbe sei figli. Era una donna piccolina, molto aggraziata, dolce, devota ma con un certo carattere che si dedicava alla cura della casa e dei figli, amante della lettura e dell’opera lirica. Reciprocamente innamorati, ognuno perseguiva un ruolo tradizionalmente riservato a ognuno dei due sessi per cui Martha ebbe poca influenza nello sviluppo della psicoanalisi.
Al contrario di Lou Andreas-Salomé, scrittrice, filosofa e psicoanalista nata a San Pietroburgo. Lou lascia Pietroburgo per proseguire gli studi a Zurigo dove ha sede l’unica università con libero accesso alle donne. La sua vita indipendente e anticonformista la portò a scrivere libri e articoli e a essere la prima a pubblicare studi sull’opera di Nietzsche. Freud fece la sua conoscenza nel 1911 e lei si appassionò immediatamente alla psicoanalisi tanto che, a Vienna, lei abitava in un lussuoso hotel che dava su grandi giardini non distante dalla casa di Freud. Per la ” carissima Lou “, Sigmund ebbe parole molto affettuose tanto da definirla ” colei che comprende ” oppure ” colei che scopre i problemi “. La loro amicizia durò oltre 25 anni con una intensa corrispondenza di oltre 200 lettere, citazioni nei diari della donna e nei numerosi riferimenti reciproci in vari testi.
Un’altra donna importante nella vita di Freud fu Marie Bonaparte, principessa di Grecia, ricca e piena di prestigio, che desiderava l’amore di un padre e scrisse in un suo diario che ” cercava soltanto l’approvazione ” del grande maestro. Lui, che aveva già settanta anni, la riceveva ogni giorno anche se per un periodo di poche settimane e si rese conto da subito dell’intensità del transfert di questa quarantaquattrenne.. Divenne così una sua amica, la ” fata della sua vecchiaia “, lei gli offrì il suo medico personale per lenire i dolori del cancro alla mascella e nel giugno 1938 contribuì a organizzare la fuga della famiglia Freud da Vienna a Londra a bordo dell’Orient Express, mentre le truppe naziste avanzavano in Austria. Inoltre Marie Bonaparte, grazie alla sua determinazione e ai mezzi finanziari, riuscì a conservare la preziosa biblioteca, la scrivania e il famoso lettino su cui si sdraiavano i pazienti , ora esposti del Freud Museum.
Anche Anna Freud, figlia di Sigmund, occupa un posto centrale nella vita del padre. Era bruna, piccola e minuta e gli fece da infermiera fino alla morte avvenuta sedici anni dopo l’esordio del cancro alla mascella. Ma non solo, gli fece da segretaria e anche da portavoce in discorsi e comunicazioni pubbliche quando Freud non poteva più viaggiare .
Tramite i suoi studi pionieristici sull’infanzia, Anna fu una pioniera nel campo dell’analisi infantile perché durante la Seconda Guerra Mondiale ha lavorato con i bambini sfollati e traumatizzati osservando l’impatto della separazione dai genitori e dello stress bellico. Insieme a Dorothy Burlingham ha fondato a Londra l’Hampstead War Nursery e successivamente ha dato vita alla Hampstead Child Therapy Clinic, uno dei primi centri di ricerca e di formazione sulla psicoterapia infantile. Così ha formato generazioni di psicoanalisti infantili e ha continuato a sviluppare tecniche di terapia e metodi educativi incentrati sui bisogni specifici dei bambini. Il suo approccio ha gettato le basi per pratiche che considerano il benessere emotivo del bambino come un punto centrale della sua crescita.





