DIVENTARE SAGGI…

” Chi avrebbe mai pensato che fare la fila al supermercato possa migliorarci la vita?

. Passare il tempo in coda, però, può essere anche un modo per uscire dall’isolamento, fare due chiacchiere con il vicino, oppure sentirsi investiti di un ruolo socialmente riconosciuto, quello del solerte cittadino che compie il suo dovere nell’attendere il proprio turno.

Non prendendo in considerazione il bisogno di socializzazione tipico degli anziani, per tutte le persone esiste in realtà un vantaggio in questa attesa agli sportelli che, di solito, viene vissuta con irritazione. Ce lo dice uno studio di una psicologa americana della Chicago University School of Business, che spiega come stare in fila può addestrarci alla vita. I test parlano chiaro: chi più aspetta assegna maggior valore allo scopo dell’attesa, compie la scelta giusta, anche in termini di vantaggio economico, e trae maggiore soddisfazione personale.

E’ dunque sbagliato, dice la scienziata, dare più valore alle cose che si ottengono subito, come vuole l’opinione comune, sottovalutando i meriti di ciò che si può avere in futuro. E chiarisce il processo che sta alla base di questa affermazione, che la scienza chiama “auto percezione”, cioè valutare noi stessi allo stesso modo in cui ci formiamo un’impressione del prossimo osservando come si comporta. L’attesa ci concede un tempo sospeso, questo iato fra il pensiero e l’azione, che ci consente di calcolare meglio cosa in realtà vogliamo e preferiamo fare, ma anche di analizzare le nostre reazioni quasi dall’esterno, in modo più obiettivo.

Quindi, aspettare disciplinatamente il proprio turno alla cassa, senza diventare nervosi e aggressivi, ci allena a diventare più pazienti, a trovare soluzioni, a prendere le decisioni giuste e a ricevere maggiore gratificazione.

Allora impariamo dalle persone anziane a vivere con lentezza e meditiamo sui danni personali, economici, sociali, e ambientali prodotti da una vita ad alta velocità. Per vivere meglio in questo mondo frenetico il primo passo è rallentare a livello individuale, darci il tempo di riflettere che ci regala la coda al supermercato”. ( Giorgetta Dorfles )

” Spesso nel corso di una giornata, possiamo sentire il bisogno di fermarci, ma una voce interna di tipo morale ci suggerisce che c’è ancora tanto da fare .Il modello di vita moderna ci spinge ad essere sempre attivi, impegnati, produttivi pieni di impegni e spesso anche il nostro tempo libero è pieno di attività da completare. Questo ritmo incessante ci fa dimenticare un aspetto fondamentale: la necessità di rallentare per poterci ascoltare e conoscerci davvero.

Ma in più parti sta prendendo piede il concetto del tempo vuoto, inteso come quei momenti in cui non siamo impegnati in nessuna attività specifica, quei brevi intervalli in cui possiamo semplicemente “essere”. Non è tempo perso o sprecato, ma un tempo che possiamo usare per entrare in contatto con noi stessi, senza distrazioni o pressioni. Soltanto nei momenti di pausa possiamo elaborare e analizzare quello che stiamo vivendo. Quando siamo sempre attivi, il nostro sistema nervoso resta in uno stato di allerta e sovraccarico, rendendo difficile l’elaborazione dei pensieri e delle emozioni che, talvolta , possono essere spiacevoli come ansia, tristezza, noia, solitudine. Questi stati emotivi sono spesso vissuti come minacce da cui fuggire ed è per questo che tendiamo a riempire ogni momento libero con delle attività o con i cellulari o con i social media, per non sentire ciò che c’è dentro di noi. Ma questa fuga impedisce di conoscere realmente noi stessi mentre il tempo vuoto consente al nostro cervello di rallentare, di fare ordine tra le idee, di “digerire” le emozioni e di rigenerarsi. Questa pausa è indispensabile per mantenere un equilibrio psicologico, per conoscere meglio sé stessi, per aumentare la capacità di concentrazione, per ridurre lo stress e quindi per migliorare la qualità della vita.

Imparare ad avere del tempo vuoto è un atto di coraggio e di amore verso se stessi. Rallentare non è un segno di debolezza o pigrizia, ma un passo fondamentale per vivere in modo più sano e consapevole.

” Concedersi il tempo vuoto non è un lusso, ma una necessità psicologica. È un modo per ritrovare equilibrio e armonia tra mente e corpo, per alimentare la nostra salute mentale e per vivere con maggiore consapevolezza. Imparare a stare nel silenzio, nell’attesa, nel “non fare” ci aiuta a scoprire chi siamo veramente, a incontrare parti di noi che spesso ignoriamo, e a costruire una vita più autentica e appagante. ” ( Carlo

Trionfi )

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