Il ” Journal of the American Geriatrics Society ” ha pubblicato un articolo in cui si afferma che l’attività fisica regolare può avere un ruolo significativo nel rallentare il declino cognitivo. Lo studio è stato fatto su oltre 600 persone sopra i 70 anni. In effetti per ottenere dei benefici bastano piccoli gesti come camminare per brevi tratti o preferire le scale all’ascensore perché bastano solo 20 minuti di attività fisica al giorno per preservare la memoria e migliorare il benessere.
Invece uno studio pubblicato su ” Neurology ” afferma che mangiare carne rossa aumenta il rischio di declino cognitivo e di demenza mentre chi si nutre di altre proteine come legumi, pesce, frutta secca può diminuire tale rischio di circa il 20 % .
In Italia viene condotto uno studio sui meccanismi che collegano i problemi cardiaci al declino delle funzioni cognitive in modo da individuare i fattori di rischio e i segnali precoci per intervenire tempestivamente riducendo il rischio di deterioramento cognitivo nei pazienti con patologie cardiovascolari.
La Lancet Commission ha elencato i seguenti fattori di rischio per l’insorgenza della demenza : basso livello di istruzione, ipertensione, ipoacusia, obesità, fumo, depressione, inattività fisica, diabete, alcool, traumi cerebrali, esposizione all’inquinamento atmosferico, scarse relazioni sociali.
Nel nostro paese i maggiori fattori di rischio in persone dai 65 anni in su sono invece :
- inquinamento atmosferico 1,2%
- fumo 2,3%
- diabete 4,2%
- isolamento sociale 4,2%
- depressione 4,5%
- inattività fisica 5,8%
Dunque agendo sulla prevenzione viene stimato che quasi il 40% dei casi di demenza in Italia potrebbe essere evitato!





