Settembre è il mese dedicato alla consapevolezza sulla malattia di Alzheimer e, più in generale, sulle demenze. La campagna internazionale — promossa da Alzheimer’s Disease International e dalle principali associazioni nazionali — non è una “festa” nel senso comune del termine. E’ un’occasione strutturata per informare, ridurre lo stigma, mobilitare risorse e promuovere azioni concrete a livello individuale e di comunità.
Perché un mese intero?
Dedicare un intero mese alla tematica permette di raggiungere diversi obiettivi in modo sinergico: campagne informative multicanale, eventi locali che coinvolgono famiglie e scuole, formazione per operatori e servizi di screening o orientamento. Avere un momento identificabile nel calendario “svela” una condizione che spesso resta nascosta in casa, fra vergogna e disinformazione.
Prevenzione e informazione: non sono parole vuote
Negli ultimi anni ricerche di alto profilo hanno dimostrato che una larga fetta dei casi di demenza è associata a fattori modificabili nel corso della vita (istruzione, controllo dei fattori cardiovascolari, udito, attività fisica, isolamento sociale, ecc.). Le revisioni internazionali e le Commissioni scientifiche indicano che intervenire su questi fattori può ritardare o ridurre un numero significativo di casi di demenza. Questo rende l’informazione — su cosa si può fare e quando — una vera strategia preventiva di salute pubblica.
Le campagne funzionano: evidenze scientifiche
Non si tratta solo di buone intenzioni: studi e valutazioni di campagna indicano risultati concreti. Esempi recenti mostrano che campagne nazionali e regionali, se strutturate bene (mass media + strumenti digitali + strumenti di autovalutazione e risorse locali), aumentano consapevolezza su fattori di rischio modificabili, migliorano la conoscenza e spingono ad azioni concrete (es. ricerca di supporto, cambiamenti nello stile di vita, richieste di controlli medici). Campagne in Paesi come Danimarca, Olanda e Belgio documentano un miglioramento della conoscenza e dell’atteggiamento della popolazione verso la prevenzione.
Contrastare le fake news e la cattiva informazione
Una delle funzioni più importanti del Mese Mondiale è contrastare miti molto diffusi: per esempio l’idea che la demenza sia “normale” con l’età o che non ci sia nulla da fare per prevenirla. La disinformazione può portare a ritardi nella diagnosi, nell’accesso ai servizi, e a scelte di cura inadeguate. Campagne basate su evidenze scientifiche aiutano a correggere questi messaggi, migliorando la comunicazione e fornendo indicazioni pratiche e verificate. Studi su interventi di alfabetizzazione alla demenza mostrano che migliorare la “dementia literacy” riduce lo stigma, aumenta la fiducia nella gestione e orienta meglio famiglie e caregiver verso servizi utili.
Non solo prevenzione: valorizzare il benessere delle persone con demenza
Informare correttamente significa anche promuovere approcci che mantengano qualità di vita e funzionamento nelle persone già affette da demenza. Che si parli di più di attività di stimolazione cognitiva, supporti psicosociali, adattamenti ambientali e formazione degli operatori.
Il mese di sensibilizzazione è l’occasione per diffondere pratiche basate su evidenza che migliorano il benessere quotidiano e l’inclusione sociale. Ricorda che ogni forma di demenza merita attenzione — dalle forme più comuni come l’Alzheimer a quelle a esordio più precoce o meno conosciute.
Mantenere la luce accesa: impegno continuo
Un singolo evento o una settimana di informazione non bastano, bensì la sfida è trasformare l’attenzione su percorsi continui. Discutere di programmi di educazione per adulti, screening e presa in carico precoce, politiche per l’accesso ai servizi, promozione di città e luoghi “dementia-friendly”. Le evidenze sulle campagne mostrano che quando gli interventi sono pianificati e ripetuti nel tempo, l’effetto sulla conoscenza e sui comportamenti è molto più solido.
Cosa puoi fare come cittadino o come organizzazione
Partecipare o promuovere eventi locali durante il Mese Mondiale dell’Alzheimer
Diffondere informazioni basate su fonti scientifiche (es. linee guida nazionali, pubblicazioni peer-reviewed).
Supportare progetti di educazione alla dementia literacy per caregiver e comunità.
Sostener e chiedere servizi di prevenzione (controllo della pressione, ascolto del problema uditivo, attività fisica, stimoli sociali e cognitivi).
Conclusione
Il Mese Mondiale dell’Alzheimer esiste perché la demenza riguarda milioni di persone e le loro famiglie. E’ una sfida che richiede informazione accurata, interventi di prevenzione e cura basati su evidenze. La nostra società ha bisogno di sensibilizzarsi per rimuovere lo stigma.
Le ricerche più autorevoli ci dicono che molte azioni concrete, diffuse attraverso campagne ben costruite, possono fare la differenza. C’è bisogno di informare correttamente aiuta a prevenire, a diagnosticare prima, a prendersi cura meglio. Partecipare a questo mese è un modo per tradurre conoscenza in salute pubblica e qualità di vita.
Dott.ssa Annapaola Prestia, psicologa e fondatrice di SOFIA per la famiglia

