Al Volante – di Mauro Cauzer (tratto dal Giornale di Gerontologia 2010,58)

In Italia le persone over 65 con patente di guida sono pari al 13% circa di tutte le persone con
patente, con predominanza del genere maschile.
Saper guidare l’automobile è un indice di autonomia funzionale e infatti una guida sicura
richiede l’integrazione di complesse attività motorie, visive, uditive e cognitive .
Ma il fisiologico processo dell’invecchiamento comporta dei deficit funzionali e la comparsa di
malattie
croniche e inoltre, se la persona è portatrice di pluripatologie, dobbiamo aggiungere
l’assunzione di molteplici farmaci che possono interferire con le prestazioni.
Secondo la normativa del Ministero dei Trasporti la patente di guida di categoria A e B deve
essere rinnovata ogni 10 anni fino ai 50 anni di età, ogni 5 anni tra i 50 e i 70 anni e ogni 3 anni
al di sopra dei 70 anni.
Una recente Direttiva Comunitaria stabilisce nuovi requisiti minimi per il conferimento
dell’idoneità alla guida e propone criteri più restrittivi, anche per quanto riguarda la tempistica
del rinnovo, in presenza di deficit visivi, di diabete mellito e di epilessia.
Dopo il controllo dei principali requisiti fisici richiesti per il rinnovo della patente di guida, può
essere necessario in alcuni casi procedere ad una più approfondita verifica della capacità di
guida e allora sia la persona o sia un familiare possono richiedere al medico un parere
sull’opportunità o meno di sospendere la guida.
Il medico però dovrà valutare molto bene la situazione perché consigliare una sospensione
definitiva può creare un grave disagio alla persona e favorire la comparsa della depressione e la
perdita dell’autonomia per cui diventa necessaria un’accurata valutazione funzionale
multidimensionale tramite l’utilizzo di test che esplorano sia la forza e la mobilità sia le funzioni
uditiva, visiva e cognitiva per poter esprimere un giudizio appropriato.
Da considerare inoltre che la persona in età, correttamente informata delle sue limitazioni
funzionali, può mettere in atto una “autolimitazione consapevole” della guida. Semplici
provvedimenti come evitare di guidare da solo nelle ore notturne, non superare la velocità di 80
km/h,non guidare per più di 30 minuti consecutivi, si sono dimostrati utili per ridurre la frequenza
degli incidenti stradali consentendo all’individuo di mantenere più a lungo la capacità di guida e,
di conseguenza, preservandone l’autonomia.
Poiché l’uso dell’automobile favorisce la partecipazione alla vita sociale che è un determinante
del benessere psicofisico, secondo l’Older Drivers Project dell’American Medical Association
si deve mantenere la persona in età al volante il più a lungo possibile e garantirne la sicurezza
migliorandone le prestazioni fisiche e magari ottimizzando la viabilità delle strade e l’affidabilità
del veicolo .

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