Andrea Camilleri un artista postmoderno profondo e ironico – della dott. Tiziana Penne

Chi di noi lettori e spettatori televisivi di giovane età ma anche non proprio di « primo pelo” non si è lasciato affascinare dalla penna e dalla vibrante ma ironica fantasia di Camilleri? Scrittore, regista, scenografo e sceneggiatore di grande talento artistico ha accompagnato per merito delle riuscitissime serie televisive su Rai 1 tante nostre serate con la compagnia dei suoi personaggi interpretati con sapiente scelta di carattere, personalità e ruolo, nel contesto dei suoi racconti gialli delle serie dell’Ispettore Montalbano.

Ci faceva compagnia con tono narrativo e sornione, amichevole e quasi paterno nell’anticiparci il racconto della sua storia di turno prima della narrazione televisiva e cosi’ l’introduzione calma, precisa e ironica, spesso scherzosa dell’autore in persona, ripreso alla sua scrivania, ci presentava di volta in volta le sue storie dando ai suoi personaggi un’umanita’ ancora più ricca e vibrante, inducendoci ad un complice ascolto e attenta visione non senza un sapiente tocco di sospensione e sagace ironia.

Mi piace ricordare una frase del Maestro che riassume “in nuce” la sua poetica e lo stile che gli corrisponde, quasi una metafora del suo successo spiegato con un tocco autobiografico…

Tutto è arrivato tardi nella mia vita, e questa è una fortuna: mi sento come di aver vinto alla Sisal. Il successo fa venire in prima linea l’imbecillità. Se avessi ottenuto da giovane quel che ho oggi, non so come sarebbe finita. Non conosco il mio livello di imbecillità.”

Una lezione di vita direi e una perla di saggezza per i suoi telespettatori.

Ci colpisce in questo Maestro la poliedrica dedizione a più rami dell’arte, senza mai perdere di vista dalle sceneggiature esterne sul mare di Sicilia alle sapienti descrizioni enogastronomiche

la sua amata terra. Sapiente e intrigante il rapporto con l’amore, espressione di libertà e solidale tenera attenzione.

Ma colpisce in generale la sua ricca produzione artistica proprio in età avanzata, con entusiasmo giovanile ma con sapiente senile prudenza nell’osservazione dei tipi umani nei loro difetti e virtù senza però ergersi mai a giudice.

Sono ormai passati più di quattro anni da quando se n’è andato, all’età di 93 anni, (nato a Porto Empedocle nel 1925 e morto a Roma nel 2019) lasciando alla Sicilia e all’Italia un vuoto immenso. Già da qualche tempo aveva perso la vista, ma fino a quando gli è stato possibile, Andrea Calogero Camilleri, ci ha regalato magnifiche storie.

Teatrale, sottile, ironico, ci ha lasciato infatti un preziosissimo bagaglio di racconti dallo stile piacevole e inimitabile, di stralci in dialetto siciliano, di parole e di modi di dire che rimarranno per sempre impressi nella nostra letteratura.

Del grande scrittore ci rimangono oltre cento libri, tutti pubblicati in età adulta (è diventato autore bestseller a oltre 70 anni). “Un filo di fumo“, edito da Garzanti nel 1980, fu il primo di una serie di romanzi storici ambientati a Vigàta a cavallo tra ‘800 e ‘900, a cui hanno fatto seguito “La strage dimenticata“, “La stagione della caccia“, “La bolla di componenda“. E molti sono stati tradotti anche all’estero.

E’ bello, concludendo questo breve excursus biografico, ricordarlo anche con alcune sue bellissime frasi che esprimono l’essenza del suo pensiero.

«Le parole che dicono la verità hanno una vibrazione diversa da tutte le altre.» (Un mese con Montalbano)

«Non basta leggere, bisognerebbe anche capire. Ma capire è un lusso che non tutti possono permettersi.» (Segnali di fumo)

«La perdita della solidarietà dell’uomo con l’uomo è gravissima, sta cambiando il nostro dna e non so spiegarmene le ragioni.

« Il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un’automobilina, fai un bel po’ di giri, poi con le buone o con le cattive ti fanno scendere. »

« Forse, senza saperlo, stiamo combattendo la prima guerra globale degli anni duemila. Una guerra che non usa più armi, che non bombarda né fa esplodere atomiche, che non provoca morte ma produce fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento, insomma riduce sul lastrico i perdenti. » (Segnali di fumo) [anticipando con profonda sensibilità la realtà tragica del nostro momento storico.]

«Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande. Era l’insonnia della vecchiaia, quella che notte dopo notte ti condanna a stare vigliante, a letto o in poltrona, a ripassarti la tua vita minuto per minuto, a ripatirla sgranandola come i grani di un rosario.» (La paura di Montalbano)

« Ogni singola storia d’amore, vissuta o inventata, riesce a essere unica e diversa e irripetibile rispetto ai miliardi di altre storie già accadute, che accadono, che accadranno. Insomma, l’amore non s’impara né teoricamente né andando a bottega da altri. S’impara amando, vale a dire perdendosi. » (Segnali di fumo).

« L’affidarsi alla memoria, è la volontà dell’uomo di non scomparire.»

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