ANZIANI AL VOLANTE…

In Italia le persone over 65 con patente di guida sono pari al 13% circa di tutte le persone con patente, con predominanza del genere maschile. Recenti studi hanno dimostrato che gli over 65 causano meno incidenti stradali rispetto ai neopatentati ma i dati invece riportano un tasso di lesioni quasi doppio per gli over 65 coinvolti in incidenti stradali. In sintesi si potrebbe dire che l’anziano alla guida non necessariamente mette a rischio gli altri, ma certamente mette a rischio sé stesso.

Essere in grado di guidare l’automobile è un indice di autonomia funzionale perché una guida sicura richiede l’integrazione di complesse attività motorie, visive, uditive e cognitive e dunque chi guida nell’età della pensione deve soprattutto rendersi conto del proprio stato di salute. Sono molti i fattori di rischio fisiologici legati all’età, fra cui un calo delle capacità visive soprattutto al buio, un calo delle capacità uditive, una ridotta coordinazione e prontezza di riflessi e un a ridotta capacità di percepire lo spazio intorno a sé che si manifesta ad esempio in difficoltà mai avute prima nell’eseguire manovre di parcheggio.

Oltre al fisiologico processo dell’invecchiamento che comporta dei deficit funzionali e la comparsa di malattie croniche, se la persona è portatrice di pluripatologie, dobbiamo aggiungere l’assunzione di molteplici farmaci che possono interferire con le prestazioni. Infatti gli effetti secondari dell’assunzione di determinati farmaci, includono spesso sonnolenza, disorientamento e rallentamento dei tempi di reazione.

Secondo la normativa del Ministero dei Trasporti la patente di guida di categoria A e B deve essere rinnovata ogni 10 anni fino ai 50 anni di età, ogni 5 anni tra i 50 e i 70 anni e ogni 3 anni al di sopra dei 70 anni.

Una recente Direttiva Comunitaria stabilisce nuovi requisiti minimi per il conferimento dell’idoneità alla guida e propone criteri più restrittivi, anche per quanto riguarda la tempistica del rinnovo, in presenza di deficit visivi, di diabete mellito con picchi ipoglicemici, di epilessia, di patologie cardiovascolari gravi,di patologie neurologiche degenerative e tutto un lungo elenco di altre malattie che possono interferire con lo stato attivo di coscienza.

Dopo il controllo dei principali requisiti fisici richiesti per il rinnovo della patente di guida, può essere necessario in alcuni casi procedere ad una più approfondita verifica della capacità di guida e allora sia la persona o sia un familiare possono richiedere al medico un parere sull’opportunità o meno di sospendere la guida.

Il medico però dovrà valutare molto bene la situazione perché consigliare una sospensione definitiva può creare un grave disagio alla persona e favorire la comparsa della depressione e la perdita dell’autonomia per cui diventa necessaria un’accurata valutazione funzionale multidimensionale tramite l’utilizzo di test che esplorano sia la forza e la mobilità sia le funzioni uditiva, visiva e cognitiva per poter esprimere un giudizio appropriato.

Da considerare inoltre che la persona in età, correttamente informata delle sue limitazioni funzionali, può mettere in atto una “autolimitazione consapevole” della guida. Semplici provvedimenti come evitare di guidare da solo nelle ore notturne, non superare la velocità di 80 km/h, non guidare per più di 30 minuti consecutivi, si sono dimostrati utili per ridurre la frequenza degli incidenti stradali consentendo all’individuo di mantenere più a lungo la capacità di guida e, di conseguenza, preservandone l’autonomia.

Poiché l’uso dell’automobile favorisce la partecipazione alla vita sociale che è un determinante del benessere psicofisico, secondo l’Older Drivers Project dell’American Medical Association si deve mantenere la persona in età al volante il più a lungo possibile e garantirne la sicurezza migliorandone le prestazioni fisiche e magari ottimizzando la viabilità delle strade e l’affidabilità del veicolo.

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