BRICIOLE DI FILOSOFIA 17° PUNTATA – dialogo di Carlo Della Bella

FILOSOFO – Contento lui. Ma sai cosa rispondono molti giovani ai quali è stato chiesto perché cercano lo sballo o si fanno? Non per provare piacere, no, solo per vivere per un po’ “altrove”, out: la droga come anestetico, non come godimento, fuga da un’esistenza svuotata di significato e motivazioni. Perché dovrei continuare a vivere questa vita? Il suicidio non è poi una soluzione così strana e drammatica in una società che neanche mi vede, una società delle performance per cui non esisto se non non appaio e non sono al massimo. Così cerco conforto, partecipazione, vicinanza nel web, ma è un’illusione: nel villaggio digitale mi ritrovo a parlare con cose inanimate che tengo in mano o che mi stanno davanti su cui scorrono fugacemente fantasmi che presto svaniscono, e finisco per sentirmi ancora più solo, con l’aggravante di un ego gonfiato a dismisura. Per cui mi faccio di psicofarmaci o peggio, e non me ne vergogno, così confessano disperati. É questo il vuoto dilagante nel cuore dei nostri giovani, non di tutti per fortuna, e non solo dei giovani.

COLLEGA – In effetti comincio a dubitare anch’io che l’edonismo scientifico, chiamiamolo così, possa essere una soluzione praticabile. Niente sembra andar bene nel nostro tempo. É proprio così difficile, quasi impossibile, vivere?

FILOSOFO – Potrei dirti che oggi viviamo in un tempo sempre più accelerato, una velocità alla quale la nostra psiche non riesce a star dietro, per cui si sente inadeguata e frastornata. Potrei dirti che la nostra capacità di “fare”, nella scienza e nella tecnica, risulta molto superiore alla nostra capacità di prevedere le conseguenze per noi del nostro “fare”, e la forbice si allarga di giorno in giorno. Il progresso vertiginoso disorienta, spiazza, certo in primis i vecchi, ma neanche i giovani se la passano meglio perché loro ci sono più dentro, sembrano all’altezza, ma proprio per questo non riescono a vedersi come vittime inconsapevoli.

COLLEGA – Se le cose stanno così, cosa possiamo fare noi che per età o altro non ci troviamo proprio in mezzo, ma per fortuna un po’ a lato?

FILOSOFO – Dovresti averlo imparato, il filosofo non sa rispondere. Può solo far riecheggiare voci dal passato, voci che ha fatto proprie e su cui ha meditato. A meno che non sia lui stesso l’autore di una nuova filosofia, ma accade raramente, e questo non è il tempo della filosofia.

COLLEGA – Se è così, perché non fai risuonare per me almeno una voce congeniale al momento? Mi farebbe piacere.

COMMENTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

I NOSTRI PARTNER

SEGUICI SUI SOCIAL

Share This