Briciole di Filosofia 7° Puntata – di Carlo Dellabella

…Adesso che mi ci fai pensare, è vero. Ma non mi sembra che uno escluda l’altro.

FILOSOFO – Hai ragione. Socrate, forse il simbolo stesso della filosofia, sosteneva che una vita senza ricerca filosofica non fosse degna di essere vissuta; tuttavia, insieme e senza contraddizione, non disprezzava certo i piaceri del corpo. I due edonismi possono stare assieme. Ma in che rapporto? Socrate metteva in un piano più alto i primi rispetto ai secondi. Egli crede che i nostri desideri siano mossi da uno spirito o demone, chiamato Eros, il quale ci spinge a salire verso l’alto, cioè verso i piaceri spirituali, passando prima attraverso quelli materiali, più facilmente desiderabili.

AMICO – Posso capirlo. Per quanto non vedo perché non si possa fare il contrario, cioè dedicarsi in prevalenza ai piaceri immediati che derivano dai sensi. Sicuramente molti oggi non solo lo pensano, ma lo fanno.

FILOSOFO – Dipende, in gran parte ma non solo, da come noi pensiamo che sia fatto il mondo, l’uomo compreso. Esiste qualcosa oltre la materia, gli atomi, gli elementi fisici, possiamo chiamarlo spirito, anima, mente, come vuoi, oppure tutto si spiega in base a movimento, attrazione, repulsione, combinazione di particelle elementari secondo leggi determinate, che stiamo appena scoprendo non so quanto nel profondo?

AMICO – Non venire a chiederlo a me.

FILOSOFO – Epicuro, da cui siamo partiti, credeva che anche l’anima e gli stessi dei, che pur esistevano, fossero composti da atomi, come tutto. Per lui non aveva senso la distinzione tra materiale e spirituale. Socrate invece, o meglio Platone che parla in lui, era convinto che l’uomo fosse un insieme di anima, immortale, e di corpo, destinato a dissolversi con la morte.

AMICO – Oggi ne sappiamo qualcosa di più?

FILOSOFO – Dipende. Per alcuni non tanto, per altri molto di più. Questi ultimi – una speciale categoria di scienziati, non di filosofi, anche se oggi qualche volta, come in questo caso, i due campi tornano a toccarsi – stanno cercando di capire se oltre la funzione sensibile, cioè quella esercitata dai nostri cinque sensi, anche l’attività intellettuale, le emozioni, i sentimenti, la capacità decisionale, la stessa coscienza siano spiegabili come risultato di processi cerebrali estremamente complessi.

AMICO – E se così fosse?

continua

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