Briciole di Filosofia, L’incognita Dio quarta puntata – dialogo di Carlo Della Bella

…..Però prima c’è ancora una cosa da dire.

AMICO – Ci risiamo. A forza di premesse, rischiamo di non arrivare mai al contenuto.

FILOSOFO – Succede anche questo in filosofia, e non è detto che sia sempre un male. Cartesio nel “Discorso”, Kant nella “Critica”, Hegel nella “Prefazione alla fenomenologia” erano partiti dall’idea di scrivere un’introduzione, una premessa appunto, al loro sistema filosofico, mentre i tre scritti divennero poi in realtà sintesi fondamentali del loro pensiero.

AMICO – Non credo sia il nostro caso.

FILOSOFO – Hai di nuovo ragione, mi hai rimesso con i piedi per terra. Volevo solo aggiungere che oltre agli agnostici ci sono anche gli atei, coloro che negano l’esistenza del divino.

AMICO – Ma è possibile dimostrarlo, oppure è anche questo un atto di fede, anche se al contrario; da una parte chi “crede” che dio c’è, dall’altra chi “crede” che dio non c’è.

FILOSOFO – Bella domanda. Da parte mia, penso che non si possa dimostrare – se per “dimostrare” si intende portare prove razionali e/o empiriche – né l’una né l’altra posizione. D’altronde molto dipende da quale concezione si ha di dio o della divinità, se si accetta, pur senza prove, che esista qualcosa di superiore.

AMICO – Spero che arriveremo a parlarne, se non mi stancherò prima.

FILOSOFO – Vedremo. Intanto mi è venuto in mente che la questione dell’ateismo si può affrontare da una prospettiva più radicale, come fa il filosofo francese Michel Onfray nel suo “Trattato di ateologia”, un saggio che ha sollevato forti polemiche, non solo fra gli intellettuali. Onfray non se la prende tanto con i credenti, che chiama “le vittime”, quanto con coloro che diffondono e inculcano la religione: non è vero – secondo lui – che “se Dio non esiste, allora tutto è permesso”; è vero il contrario, perché in suo nome si sono avuti nella storia, e continuano ad esserci, conflitti e massacri, non pace, amore per il prossimo, tolleranza. Peggio di Marx, che considerava la religione come l’oppio dei popoli, cioè la droga per tenerli storditi e sottomessi.

AMICO – Ma possiamo veramente liberarci dalla convinzione, chiamala se vuoi superstizione, che esista un dio, un essere supremo ?

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