BRICIOLE DI FILOSOFIA L’incognita DIO Seconda puntata – dialogo di Carlo Della Bella –

……É vero, ho pensato che tu stessi da quella parte.

FILOSOFO – É facile crederlo: per come son fatti, i filosofi avanzano dubbi su qualsiasi cosa, non sono mai sicuri di niente. Invece anche tra loro c’è chi crede e chi non crede. Ma tu perché credi nell’esistenza di un Dio e di che Dio si tratta?

AMICO – Sono di fede cattolica e direi che credo per tradizione familiare, per essere sincero. La mia è una fede priva di passione, rassicurante, sulla quale evito di interrogarmi troppo.

FILOSOFO – Sei in buona compagnia, se è per questo. Il grande Cartesio, che forse avrai sentito nominare, interrogato da un calvinista olandese perchè credesse proprio nella religione cattolica, rispose: «Seguo la religione del mio re.» E all’altro che insisteva, obiettando che gli sembrava una ben debole motivazione per abbracciare una fede, ribatté seccamente: «Signore, seguo la religione della mia nutrice.» Ma non credo sia questo che mi chiedevi.

AMICO – No, anche se mi consola avere Cartesio per compagno. Ti pongo meglio la domanda: cosa possiamo dire – e nel tempo cosa è stato detto – sulla questione “Dio”, a prescindere dalla fede?

FILOSOFO – Domanda che fa tremare le vene e i polsi, direbbe Dante. Quanto tempo hai?

AMICO – Non tanto, anche perchè a parlare di filosofia, temo, mi stanco presto.

FILOSOFO – Un bel guaio. Mi sforzerò di non farti annoiare troppo presto.

AMICO – Mai che si possa dire qualcosa in breve in filosofia? Che so, fare uno schema?

FILOFOSO – Magari. L’arancia filosofica va mangiata per intero, se la spremi troppo ne perdi il succo.

AMICO – Scegliamo almeno le arance più piccole.

FILOSOFO – Questo si può fare: semplice non è sinonimo di superficiale. Dunque, una premessa.

AMICO – Ti pareva, figuriamoci se non c’era la premessa.

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