C’era una volta la Cabina Telefonica

Ovunque ti giri,vedi persone giovani e meno giovani chinati sui propri cellulari, mentre camminano, nei ristoranti, nei bar e pericolosamente anche in auto, mentre ripensando agli anni ’70 per rintracciare gli amici e le amiche dovevi avere in tasca qualche gettone e cercare una cabina telefonica libera, il che non era per nulla facile. Tutte le persone della mia generazione, almeno una volta nella vita, hanno telefonato dalle cabine telefoniche della SIP oggi Telecom, fino alla fine degli anni ’80. Nell’epoca degli anni ’70/80, per trovarsi con gli amici bisognava telefonare, altrimenti le serate del sabato o i pomeriggi domenicali li passavi da solo. Se non eri a casa dovevi avere qualche gettone telefonico nelle tasche. Le cabine difficilmente erano libere, c’era sempre qualcuno che telefonava e non finiva mai di parlare. La fila ad una cabina telefonica era quasi un rito: già si sapeva che bisognava aspettare, anche se per pochi minuti. Dipendeva quando arrivava il nostro turno. E quando si aspettava, si pensava. Si ripetevano parole e concetti da dire a colui/colei che ci attendeva dall’altra parte. A volte, perdevi la pazienza e facevi il gesto di sbrigarsi all’occupante di turno oppure, arrabbiato, battevi sul vetro.

Finalmente arrivava il nostro turno: siamo dentro la cabina!! Ci chiudiamo per non far ascoltare le nostre parole a quello che sta aspettando fuori, a pochi centimetri da noi. Cade il primo gettone, e si iniziava a parlare.

Un gettone costava cinquanta lire nel 1972, cento nel 1980 e nel 1984 arrivò a duecento.Il rumore della gettoniera era implacabile e sentivi i gettoni scendere giù velocemente, ti veniva l’ansia e cercavi di parlare più svelto possibile. Ricordo poche telefonate con un saluto finale, in genere terminava sempre con una frase mozzata perché i gettoni erano finiti. Se poi si faceva una interurbana la telefonata diventava costosa.

I numeri telefonici da ricordare erano pochissimi: massimo tre o quattro, non come adesso che abbiamo decine di numeri memorizzati nella rubrica del telefonino.

Ma le cabine non servivano solo per telefonare, ma anche da riparo dagli improvvisi acquazzoni e, all’occorrenza, per scambiarsi qualche effusione con la propria ragazza e anche per fare scherzi telefonici senza essere individuato.

Il gettone morì nel 2001 con l’ingresso dell’euro anche se, in realtà, la sua lenta e inesorabile fine la decretò il cellulare a partire dal 1991. Il cellulare, internet, i social, hanno totalmente cambiato le nostre vite.

 

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