Ciabatte Rosse: la strage delle innocenti – Il male facile, le anziane e la violenza nascosta causata da farmaci e da omissione

E’ un titolo da combattimento, me ne rendo conto, apparentemente denigratorio verso la classe medica a cui appartengo, solamente se l’interpretazione è frettolosa: è accaduto alcune volte, infatti, durante questa mia personale e decennale guerra che sia stato contestato perché Ciabatte Rosse è ritenuto irrispettoso, e questo avviene perché viviamo in un pianeta segnato sempre più dalla lettura superficiale e dallo strillo accusatorio mal documentato e per nulla riflessivo. Ciabatte Rosse, invece, é nato da quell’ironia amara che serve un po’ da consolazione, da sfogo amaro e nel contempo da stimolo per poter continuare una personale campagna utile a far comprendere cosa accade a livello sotterraneo nel mondo degli anziani. E delle anziane, in particolare.

La medicina di genere da tre decenni tenta di combattere l’errata convinzione che vi sia una perfetta equivalenza uomo-donna. Questa diversità ignorata ha comportato e comporta tuttora errori diagnostici e terapeutici dalle conseguenze in parte evitabili, soprattutto per il genere femminile.

Le anziane, quindi, sono i soggetti più bisognosi di attenzioni in campo medico, subiscono le ripercussioni di una medicina spesso disattenta e non adeguatamente preparata a padroneggiare e interpretare le differenze di genere, una medicina in cui sopravvive la passività ipocrita, superficiale, omissiva e comoda, dettata da ageismo «è solo vecchio», da nichilismo «non c’è niente da fare», e infine da fatalismo «rassegniamoci, accettiamo lo stato delle cose». Ed è un fatto oramai consolidato che in tutte le strutture residenziali le donne anziane siano la stragrande maggioranza.

Lo scenario di progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, e italiana in particolare, espone peraltro le donne, rispetto agli uomini (e non solo per il miglior tasso di sopravvivenza):

1. ad un livello di fragilità più esteso rispetto ai cinque “anni guadagnati”
2. ad un più elevato consumo di farmaci
3. … a cui possono rispondere in maniera differente
4. … e soffrendo peraltro in maggior misura di eventi avversi legati proprio al loro uso.

I farmaci, poi, sono testati su persone giovani e quasi tutte di genere maschile e solo raramente sugli anziani. Le anziane, di conseguenza, pagano un doppio prezzo poiché usano farmaci che non sono stati sperimentati in modo adeguato né sulle donne né sulle persone anziane. Essere uomo o donna, quindi, fa molta differenza quando si parla di Salute.

Formalmente meno visibili (nel bene e nel male) rispetto a quelli più eclatanti e mediatici del ramo chirurgico, gli errori di tipo farmacologico e di omissione sono diffusissimi e tuttora spesso sottovalutati. Accadono di frequente in un mondo sempre più popolato da anziani, con la loro fragilità biologica, coi tanti farmaci assunti, e sono certamente sottostimati o mal interpretati professionalmente. Non tutti i medici, infatti, hanno compreso l’importanza di alcune elementari nozioni gerontologiche: una persona di 80 anni (e oltre) è molto diversa da una di 60 o di 40 anni, la sua storia clinica è segnata da fragilità, è spesso complessa e ricca di malanni: ha, pertanto, la necessità di essere supportata da più frequenti valutazioni del suo variabile stato di salute e, quindi, da periodiche revisioni degli stessi farmaci: si chiama riconciliazione farmacologica. Consiste semplicemente nel mettersi attorno ad un tavolo per valutare certi parametri vitali o gli esami umorali, se lo schema farmacologico è appropriato o se va modificato (in particolare, se va sottoposto ad una coraggiosa de-prescrizione).

Da tutte queste evidenze e dall’esperienza personale di più di cinquanta anni di professione da anni orientata spontaneamente “dalla parte dei vecchi” è nato il mio libro Malati per forza ed il Progetto di Supervisione di un campione di ospiti in una residenza e in un centro diurno per anziani Uno sguardo in più sull’anziano fragile, il cui titolo finale è stato volutamente cambiato in ”La strage delle innocenti”, a causa dell’alto numero di “malattie da farmaci” presenti nel campione di 45 persone ospiti che è stato preso in studio.

Da questo progetto portato a termine nel 2015 e pubblicato su www.alzheimerudine.it e www.ferdinandoschiavo.it è nato il mio Progetto Educativo Ciabatte Rosse, da appaiare il 25 novembre di ogni anno a quello molto più noto delle “Scarpette Rosse”, tema rispettabilissimo e purtroppo sempre attuale che vede vittime di violenze mortali donne più giovani. Il femminicidio nascosto di persone anziane attraverso l’uso inappropriato dei farmaci oppure mediante silenziosi comportamenti di omissione è indubbiamente favorito dal persistente clima ed atteggiamento di “razzismo dell’età”, che, lo ripeto, si chiama ageismo, il quale fa leva su un pregiudizio discriminante rivolto alla persona anziana, basato semplicemente sul fattore età. Assiemeal sessismo e al razzismo è uno dei vari “ismi” del nostro tempo, da cui tuttavia differisce perché chi lo pratica con incoscienza, cinismo e scarso rispetto sarà potenzialmente vittima dell’ageismo… se vivrà sufficientemente a lungo!

La complessità è la regola quando ci si prende cura dei vulnerabili.

Parlerò di questo tema nei prossimi giorni, precisamente il 24 novembre alle 1430 in un workshop dedicato alla fragilità della persona anziana al FORUM Non Autosufficienza della Maggioli a Bologna.

Ferdinando Schiavo, onesto artigiano della neurologia dei vecchi. www.ferdinandoschiavo.it

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