Fare tredici…

Il 5 maggio 1946 segna la nascita ufficiale della SISAL che ha segnato le domeniche di milioni di appassionati italiani e la speranza di fare  tredici con una schedina al costo di 30 lire. Nel 1948 il concorso viene nazionalizzato e assume il nome di Totocalcio.

La prima grossa vincita oltre il miliardo era arrivata nel 1978 mentre nel 1993 tre persone fecero ‘tredici’ e vinsero circa cinque miliardi a testa. Così il “tredici “ nella mente degli italiani diventò una specie di passepartout per poter realizzare tutti i propri sogni e dare una svolta alla propria vita.

Nel periodo del miracolo economico la schedina diventa uno degli emblemi del sogno consumista tanto da entrare nel cinema della commedia all’italiana come un’icona assieme alle bionde, alla spider, alla spiaggia.  Un’ideale di ricchezza milionaria, improvvisa e immediata, con la possibilità di esaudire dei sogni come il matrimonio, l’automobile, la cucina americana, il bar da comprare, il milioncino da regalare alla nonna e ai parenti .

Ma ciò che è importante è l’influenza che il Totocalcio  ha sui costumi degli italiani con le file  dei giocatori davanti alle ricevitorie il sabato sera dopo aver passato intere giornate a fare pronostici sulle partite a elaborare statistiche con la convinzione di poter trovare la formula per tutte le variabili possibili.  Alla domenica i maschi erano attaccati alle radioline per sapere se avevano fatto il tanto desiderato tredici.

Dopo averci provato per anni e anni,qualcuno talvolta vinceva ma i risultati delle partite erano così scontati che i tredici erano tantissimi e di conseguenza il premio era modesto. Restava però la soddisfazione della vincita che diventava un incentivo a continuare a giocare il sabato successivo.

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