Longevi ad oltranza – di Giorgetta Dorfles

E’ forse la modella Carmen dell’Orefice, folti capelli bianchi, corpo liscio e flessuoso, nel suo posare a 91 anni praticamente senza veli in un servizio del New You Magazine, il segnale più eclatante di un rivolgimento epocale?

La scalata dei centenari sta diventando un fenomeno nuovo da seguire e studiare, perché la società dovrà fare i conti non più con la presenza eccezionale di qualche super anziano, ma con una vera comunità di nuovi Matusalemme. Le statistiche infatti prevedono che nel 2050 gli ultracentenari saranno nel mondo oltre 3 milioni. E starà al Giappone e all’Italia segnare il passo con numeri in costante crescita.

La giornalista Giovanna Pastega  ha scoperto una notizia piuttosto curiosa  legata a questo incredibile aumento della longevità: una vecchia tradizione giapponese, il“sakazuki”, ovvero l’omaggio di una tazza d’argento per bere il sakè a tutti i centenari, rischia di andare in crisi, perché la spesa  per il governo sta diventando insostenibile; si tratta infatti di passare da 163 soggetti contati negli anni 90, a quasi 59 mila, un bel carico per il ministero della salute.

Anche per  l’Italia le previsioni dell’Istat non scherzano: si calcola che nel 2050 i centenari arriveranno  a 157 mila. E saranno la Liguria e il Friuli Venezia Giulia le regioni da record; ne saprà qualcosa Trieste dove si prevede un numero di almeno 600.

Ma su quali parametri si fondano questi primati? Non è certo la genetica a dettare legge, perchè influisce solo per il 30% sulla longevità; è quindi lo stile di vita a permettere l’ascesa verso questi vertici. Quindi si tratta di alimentazione, ambiente, movimento, ginnastica mentale, attenzione alla prevenzione, funzionamento del sistema sanitario: in poche parole tutte le condizioni propedeutiche ad una maggiore aspettativa di vita predicate da vari esperti. Da non dimenticare inoltre che tutto questo permette, oltre ad una certa probabilità di sopravvivenza, anche la posticipazione dell’insorgere di malattie croniche debilitanti.

  Tornando alla top model d’annata, è chiaro che la comunità dovrà fare i conti con i desideri, bisogni ed  esigenze di questo prolungamento generazionale. Già molti anziani si sono impadroniti delle nuove tecnologie e ormai hanno confidenza sia con la rete (nutrita la presenza degli ultrasettantenni su Facebook), sia con i cellulari. Infatti è ormai obsoleta la pubblicità dei telefoni per i nonni con tasti e icone giganti: Cappuccetto rosso e il lupo  possono andare a nascondersi col loro “Brondi chi parla?”, perchè è facile vedere sugli autobus anziani che smanettano con agilità i loro messaggi sui Samsung di nuova generazione. Anche il marketing deve fare i conti con questo nuovo trend  e infatti le pubblicità di cosmetici lanciano testimonial in età avanzata, tanto che persino  Jane Fonda deve gareggiare con Iris Apfel, imprenditrice di 101 anni, riconosciuta dalla cronaca come  assoluta icona di stile.

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