MARINARE LA SCUOLA…..ricordi delle superiori

Molti sono i modi di dire alternativi a “ marinare la scuola” e variano da regione a regione.

Ne indichiamo alcuni : tagliare, bucare, fare schissa, schissare, fare forca, fare sega, segare, scavallare, bigiare, jumpare, far cavalletta, impiccare, brasare, cabottare, tajé da scola, attaccare, salare, fare sgrich, fare blau, andare in marina, fare lipe, lippa, far manca, far berna, buco, fare plao, bossare, conigliare, fare il ponte, forcare, salare, fare fuoco, fare fuga, fughino, fare focaccia, focaccine, fare fogone, fugarola, fare puffi, fare cabò,

Chianciano, fare chiodo, chiocchino, moia, fare salina, fare sgarraticcio, fare cuppo, cuppare, fare cavetta, fare spago, fare filone, fare fruscio, asso, fare zumpo, saltare la piomba, fare friana, scioperare, zumpare, sciampalè, zizza, nargiare, addrazzare, allazzare, far Sicilia, fare calia, caliarsela, calliare, allunare, fare luna, fare l’ora e fare vela.

Qualunque sia il modo in cui dirlo, scagli la prima pietra chi ,almeno una volta, non ha evitato con svariate motivazioni di andare a scuola oppure ha saltato la prima o l’ultima ora di lezione. Il libretto scolastico serviva per le comunicazioni famiglia-scuola ed era lì che si segnalavano eventuali giustificazioni per le assenze dell’alunno da parte dei genitori che dovevano apporre la loro firma in calce. La più gettonata delle giustificazioni era “ per motivi familiari “, una frase misteriosa ma onnicomprensiva seguita a ruota dalla generica “ per indisposizione “.

Quando la malattia era vera e, di conseguenza, la giustificazione era regolare ci si poteva arrangiare allungando le giornate di assenza cercando con cura certosina una penna dello stesso colore in modo che nessuno potesse accorgersi della modifica.

Altro sistema fintamente legalizzato per marinare la scuola era quello di falsificare la firma del genitore dopo aver fatto innumerevoli prove nel tentativo di riprodurne la calligrafia.

Bisognava inoltre avere una strategia per scegliere un posto dove non essere scoperti dai genitori, dagli amici dei genitori o dagli stessi insegnanti.

In classe le regazze per bypassare le interrogazioni avevano un’arma segreta sussurrata all’orecchio dell’insegnante “ ho il ciclo “, suscitando l’ira dei ragazzi che, non potendo disporre di questo alibi, si trovavano esposti alle interrogazioni, dato che il numero dei possibili esaminandi si riduceva sensibilmente.

Se le assenze erano numerose in prossimità di un compito in classe, esisteva la possibilità che la scuola cercasse informazioni presso la famiglia dell’alunno che, al contrario, assicurava la presenza in classe. Allora piovevano punizioni e castighi domestici e sospensioni e provvedimenti disciplinari a scuola. Altro che le interrogazioni programmate di adesso!!!!

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