Pannoloni Passepartout – di Giorgetta Dorfles

Alle volte la pubblicità ha anche dei risvolti positivi, oltre a quello di ingrassare i produttori delle marche reclamizzate. Riferiamoci ad esempio agli spot per i pannoloni usati per far fronte alle perdite involontarie di urina, che sono proposti in tutte le salse sui nostri teleschermi. Si vedono signore di una certa età tutte soddisfatte di poter ridere a crepapelle senza problemi, quelle che entrano in ascensore assieme a un maschio sicure di non emanare odori sospetti, quella che si pavoneggia davanti allo specchio con una gonna super aderente, tutte trionfanti nell’esibire la loro magica protezione. Questo atteggiamento ilare e disinibito, quindi, riesce a sdrammatizzare il lato oscuro, e quindi vergognoso e umiliante, legato alle affezioni da incontinenza urinaria.

In realtà questi problemi producono spesso un disagio fisico, psichico e sociale che possono condurre alla perdita di autostima, alla tendenza a evitare le occasioni di socializzazione, molto importanti in età avanzata per ricevere nuovi stimoli e non ripiegarsi su se stessi.

Bisogna dire, però, che questa sindrome non è necessariamente legata all’invecchiamento, come si tende a pensare, ma può derivare dall’obesità, dal diabete, da infezioni dell’apparato genitale e urinario, da irritazione della vescica, ma anche da un semplice consumo eccessivo di sedativi e di tranquillanti. Certo col progredire degli anni la possibilità di soffrirne aumenta: nella mezza età colpisce un 20% di persone, dopo i 65 anni il 35 %, specialmente di sesso femminile. Infatti, dopo la menopausa, una donna può accusare dei problemi del genere perché la diminuzione dei livelli di estrogeni comporta una riduzione del trofismo della mucosa uretrale, associata a una minore funzionalità del pavimento pelvico. Nel maschio invece interviene generalmente l’ipertrofia prostatica benigna.

Purtroppo molti medici, in accordo coi loro pazienti, ritengono che negli anziani l’incontinenza sia inevitabile, e quindi tendono a non darle importanza mentre, poiché può essere determinata da varie cause, ne andrebbe sempre indagata l’origine, anche se è difficile fare una diagnosi corretta e determinare quanto c’è di funzionale, quanto di neurologico, oppure di relativo all’involuzione senile.

Da non dimenticare che questo disturbo può essere anche la conseguenza di una malattia più severa, ictus, neoplasia, demenza, parkinson. Il fatto che il paziente, perché si vergogna o perché lo ritiene irrilevante, tenda a tenere sotto silenzio un problema del genere, impedisce al medico di approfondire la questione e quindi di tentare una terapia.

A monte di tutto ciò si cerchi di non dare per scontato che l’essere anziano comporti un decadimento fisico ineluttabile, a cui bisogna rassegnarsi e da cui non c’è scampo. Ognuno avrà i suoi problemi che potrà affrontare con le cure adeguate, ma non deve essere penalizzato e messo da parte con giudizi discriminanti del tipo: “Cosa vuole, con i suoi anni…”, come se fosse assurdo pretendere di stare meglio a qualsiasi età.

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