Tra le pagine di un libro – di Mariella Grande

A via Felice Venezian fino a pochi anni fa c’era un luogo magico per gli amanti dei libri che sembrava immenso, come il tempo passato lì a cercare.

E leggere riempiva quello spazio senza tempo.
Tra le tante scoperte, un giorno ho trovato un libro di Arrigo Levi edito dalla Mondadori nel 1997 dal titolo accattivante La vecchiaia può attendere, ovvero L’arte di restare giovani.

E subito al primo capitolo una pillola di saggezza tutta da riflettere: secondo Arrigo Levi, arrivato allora alla soglia dei settant’anni, scrivere aiuta a capire e magari a scoprire l’arte d’invecchiare perché il segreto di restare giovani è racchiuso nel suo significato e la scrittura diventa il mezzo per capire.

Scrivere per i non addetti ai lavori, fa pensare ai tempi di scuola, all’insegnante che dietro la cattedra corregge il tema, pronto a mettere il voto.

E subito il rifiuto, in un sorriso compiaciuto: “No, grazie non fa per me. Quei tempi sono passati, sono diventato grande.”

Certo ogni età ha la sua scrittura e le sue motivazioni e per chi non ne ha fatto un mestiere, certamente, vuol dire mettersi in gioco ma si tratta d’un gioco che diventa anche la scoperta di una nuova avventura, da vivere con entusiasmo. L’avventura di un viaggio che, inseguendo i fili della scrittura, può raggiungere la meta che vogliamo. Arrigo Levi si era proposto di usare la scrittura per scoprire l’arte d’invecchiare e, da giornalista e scrittore qual era, c’è riuscito perfettamente concludendo la sua ricca esistenza quasi centenario, lasciandoci un ottimo libro sull’argomento che vuole sgombrare la mente da idee preconcette.

Bisogna allora decidere da quale punto di vista considerare la scrittura e come vogliamo usarla liberandoci, prima di tutto, dal fantasma dell’insegnante sadico che corregge con la penna rossa e blu.

Seguendo l’esempio di Arrigo Levi potremmo decidere di scrivere anche noi un vademecum personale perché La vecchiaia “possa” attendere mentre i fili della scrittura annodano trame che percorrono strade vissute verso il futuro.

La scrittura allora diventa quello spazio infinito di libertà che viviamo nel nostro ruolo di viaggiatori curiosi. E durante il viaggio saremo attenti a usare tutti i cinque sensi per raccontare l’avventura che abbiamo deciso di intraprendere muovendoci in quel tempo liquido in cui nulla diventa impossibile, sempre legato agli spazi della memoria.

Scrivere potrà diventare anche l’occasione per guardare i nostri ricordi in maniera diversa perché per raccontarli dovremo trovare le parole giuste che daranno loro un corpo e questo ci permetterà di prenderne la giusta distanza, magari anche liberi di salutarli trovando un modo migliore per vivere il nostro futuro che è anche domani.

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